Viaggio nel tempo da Frittole a Casa Milite…

Vagando per Nocera Superiore, nell’intento di conoscere meglio il mio paese, mi imbatto in una strana porta spazio temporale … piccola piccola, corta corta corta … quasi penso che mi serva mangiare i biscotti di Alice per entrare.

Passo, per fortuna sono a piedi, mica su di un’autoambulanza! Mi inoltro per un inerpicato sentiero di montagna e tra me e me comincio a pensare “ma qui non ci sarà nessuno ad abitarci!!!”, “mica ci saranno persone anziane!?!”. “Sai che guaio organizzare un intervento di soccorso!?!”.

Le persone sono incuriosite da una faccia nuova che fa la turista. Allora chiedo e seduta in una minuscola corte, scopro di essere nella piazza del rione e tra una chiacchiera e l’altra vengono fuori tante storie.

La signora con una gamba rotta che non poteva raggiungere l’ambulanza, l’hanno dovuta portare giù a braccio. La signora di due case più su ha avuto un infarto ma niente non sono arrivati a tempo. Nel mentre, passa un signore, abita là, più giù vicino ad una carrozzeria e non vive tranquillo, se dovessero arrivare i vigili del fuoco da dove passano?

La montagna fa paura. Lo scorso inverno sono rimasti isolati per alcune settimane, una frana ha bloccato il canale di scarico delle acque, l’acqua ha allagato tutto. L’acqua si è ritirata ma la frana è rimasta là, ferma, sotto l’autostrada a rendere il passaggio ancora più stretto.

La spazzatura come si getta? Bene! … si fa moto, il furgoncino su non arriva.

I ragazzini a scuola ci salirà il pulmino?

I ragazzi per il centro sociale? E dov’è il centro sociale?

Gli anziani per i servizi sanitari?

Tutte domande senza risposta.

Con il cuore un po’ pesante ripasso sotto il ponte dell’autostrada e torno “dal 1492 quasi 1500” ai tempi moderni.

Nell’ A.D. 2019 può una comunità essere costretta a vivere tagliata fuori dai servizi di emergenza?

Lascio a voi lettori la risposta.

Anna Cuomo

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