Amore a cava e tirreni

“Amore” a Cava de’ tirreni: un’iniziativa culturale promossa dell’associazione Frida Onlus e da Casa teatro.

Non poteva avere inizio migliore la settimana culturale metelliana, apertasi con la presentazione di un’importante iniziativa culturale e di sensibilizzazione del territorio. “Amore” il titolo della perfomance teatrale scritta e messa in scena dal regista Andrea Adinolfi di Casa teatro e promossa dall’associazione Frida Onlus nonché Centro Anti violenza del piano di zona s2.

A fare gli onori di casa nell’Aula Gemellaggi del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni il sindaco Vincenzo Servalli, felice di accogliere e supportare l’iniziativa. Messo a disposizione dal comune il complesso di San Giovanni che ospiterà la kermesse nei giorni 21, 22 e 23 settembre, dalle ore 21.00.

È importante saper comunicare e riuscire a far uscire dal guscio le donne vittime di violenza” – afferma – Lorena Iuliano, presidentessa del consiglio comunale- “il silenzio è l’elemento peggiore in questo tipo di lavoro”. Oltre alla passione e alla dedizione che investiamo quotidianamente è importante fare un discorso a 360 gradi sulla violenza di genere, cercando di cambiare la forma mentis della comunità, e intervenendo non sulla violenza ma prevendo la violenza psicologica”, sottolinea con fervore la Iuliano.

“Amore” non è solo il titolo della kermesse culturale, ma l’emblema dell’impegno profondo che le donne dell’associazione Frida mettono nel loro lavoro.

“Sapere accogliere e affidarsi all’altro è molto difficile” – spiega Ilaria Sorrentino, presidentessa dell’associazione. Scopo del nostro lavoro è di questa iniziativa è lanciare un messaggio di accoglienza, vogliamo che le donne si sentano a proprio agio con noi e che abbandonino la paura del pregiudizio”.  

Tale messaggio viene accolto e sposato in pieno dalla perfomance teatrale di Andrea Adinolfi, che in maniera catartica vuole rappresentare ciò che avviene nelle realtà domestiche: vedere sul palcoscenico ciò che accade nella quotidianità non può far altro che scuotere le coscienze, rendere visibili la paura e la difficoltà delle vittime, e magari incutere in loro stesse e in chi le ama davvero il coraggio di denunciare e di chiedere aiuto. Testimone di tale esperienza catartica Manuela Casaburi, una delle attrici della perfomance, che definendosi una donna comune racconta la sua esperienza teatrale.

“L’idea di mettere in scena questa pièce” – racconta invece Andrea, “nasce in seguito ai nefasti eventi di cronaca in cui il femminicidio è all’ordine del giorno”. Il regista si dichiara inoltre contento e orgoglioso e rinnova la speranza di riuscire a sensibilizzare il territorio e di rieducarlo a partire dalle generazioni più giovani.

La mattinata si conclude con l’intervento dell’avvocatessa Antonella Garofalo, vice presidente dell’associazione Frida, che sottolinea l’importanza del lavoro di squadra fra le istituzioni e i vari soggetti coinvolti nei percorsi di aiuto delle vittime.

L’associazione Frida Onlus opera sul territorio da 9 anni, accogliendo non pochi casi ogni anno (ben 23 dal gennaio 2018). Donne che con passione e ardore combattono quotidianamente e dietro le quinte lavorano per creare una rete di sostegno per le vittime e per diffondere una cultura di genere libera dagli stereotipi sessisti che veicolano messaggi di violenza.

Oltre al presidentessa e alla vice presidentessa il gruppo è composto dalle assistenti sociali Silvana Proto, Carmen Bisogno e Cristina Bisogno, dall’avvocato civilista Roberta Salzano, dall’avvocato penalista Ambra Viscito, dall’avvocato Antonella Cosma e dalle psicologhe e psicoterapeute Carmela Bellini e Maria Antonietta Cerrato. La redazione di Polis SA Magazine augura un forte in bocca al lupo per serata di apertura ed esprime la sua la profonda stima nel disinteressato impegno che Casa teatro e l’associazione Frida investono nella causa.

Raffaella Grimaldi

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