Intervista Daniela Raponi

“COVID -19 RETE SOLIDALE DI QUARTIERE”

Un gruppo Facebook nato per connettere chi vuole donare con chi necessita di un aiuto rapido in tempi di Coronavirus.

In questo periodo – ai tempi del Covid – 19 – in cui ognuno di noi cerca di dare “un aiuto” – ho incontrato sulla mia strada, per caso e per una mia svista, sul vituperato social network Facebook il gruppo “COVID -19 RETE SOLIDALE DI QUARTIERE” che dà la possibilità di “far incontrare chi ha qualcosa da donare e chi necessita di un aiuto rapido e concreto”.

In un momento in cui le famiglie, in particolare, quelle “indigenti” nelle quali i componenti – oltre ad avere difficoltà finanziarie derivanti dalla chiusura di tutte le attività, non essenziali – hanno necessità soprattutto di beni di prima necessità – è “originale” il vostro modo di “aiutare il prossimo”.

Quando e come è nata la vostra idea?

<L’idea è nata in una nottata di fine marzo dalla voglia di tre amiche di far rete per aiutare le persone che in questo momento stanno in forte difficoltà a causa dell’impatto economico della pandemia in atto; un supporto all’emergenza Covid-19 in termini di aiuti solidali.>

È grazie all’iniziativa di tre donne, due di Roma, una delle Marche, Daniela Raponi, Roberta Picciafuoco e Francesca Cesari – con la voglia di “aiutare il prossimo” in questo momento triste per tutti – che nasce il gruppo Facebook che consente di aiutare le persone in difficoltà.

Chi sono i componenti del gruppo? Quali sono i vostri scopi?

<Il gruppo è molto eterogeneo, ma gli iscritti sono uniti dalla voglia di fare qualcosa di concreto per aiutare; lo scopo è quello di costruire una rete solidale in tutto il territorio nazionale con un passaparola di contatti, per tamponare le emergenze scatenate dal Covid-19.>

Leggo dalle informazioni del gruppo che il primo e vero scopo di questa pagina è quello di “far incontrare l’offerta e la richiesta di aiuto in questo momento di estrema necessità”.

Che significa?

<Il gruppo rappresenta un luogo virtuale di incontro tra chi si trova in una situazione di disagio e chi ha voglia di fare qualcosa per rendersi utile al fine di tamponare le emergenze che si sono create a seguito dello stravolgimento della nostra vita in molti ambiti.>

Il vostro motto su Facebook è “Aiutiamoci, ognuno di noi ha qualcosa di grande e di importante da donare!”

Quali sono le altre attività del gruppo, oltre a quelle di consentire di aiutare le persone in difficoltà?

<Molte sono le persone che stanno mettendo a disposizione non sono la loro solidarietà mediante spese sospese oppure spese online, ma anche le loro capacità: c’è chi legge le favole ai bambini con video, chi fa dirette per intrattenerli con lavoretti, chi fornisce informazioni e supporti di tipo legale o medico, insomma, diversi ausili anche di ordine pratico.

Nella bacheca del gruppo sono presenti dei “cassetti virtuali” da cui attingere informazioni e consigli divisi per categorie, in continua evoluzione in relazione al crescere delle esigenze che i nostri iscritti ci propongono.

Abbiamo appositamente creato una casella di posta elettronica dedicata ai membri del gruppo per dar loro voce e spazi anche con interviste in diretta sulla bacheca del gruppo.>

L’elevato numero di membri, raggiunto in poche settimane, evidenzia la voglia di noi Italiani di “donare” ma più che altro di fare qualcosa in questo momento così triste. Il gruppo ha raggiunto in poche settimane oltre 10 mila membri.

Che cosa ha pensato? Avete già delle idee sul “dopo Coronavirus” per il vostro gruppo?

<Abbiamo pensato che questo patrimonio di solidarietà potrà essere un valido strumento anche quando passeremo alla “fase 2” e nel periodo successivo per coadiuvare la ripresa economica del nostro Paese diventando una piattaforma tra chi cerca e chi offre lavoro.

Molte sono le richieste che ci sono finora giunte da parte di persone che hanno necessità e voglia di trovare un lavoro; abbiamo proprio ieri creato un angolo a loro dedicato, che verrà ampliato mano a mano che la situazione lo richiederà.>

Nicoletta Lamberti

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