Mercato San Severino (SA). Inaugurato il Centro Polifunzionale Diurno

A San Severino è stato inaugurato il centro Polifunzionale per differentemente abili “Gerardo Pisani”

Nella serata di sabato 12 settembre scorso, è stato inaugurato – in Mercato S. Severino – il centro polifunzionale per differentemente abili, intitolato alla cara memoria di Gerardo Pisani. Pisani, amministratore comunale con handicap motorio (originario della frazione Costa), era (tra altre cose) un valente fotografo di S. Severino. Si batteva per il rispetto dei diritti dei diversamente abili. Al taglio del nastro, nell’edificio una volta adibito a mattatoio (ex macello – omonima via), vi erano il sindaco Antonio Somma; l’assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Albano; l’assessore alla Cultura Enza Cavaliere; una rappresentanza di funzionari e/o dipendenti del Comune; la Polizia Municipale, anche (ma non solo) nella persona del comandante Giancarlo Troiano e Carmen Guarino, responsabile di “Rete Solidale” e della coop sociale “Un tetto per tutti”. Tra svariate autorità, come il già presidente del consiglio comunale Mauro Iannone (avvocato); le responsabili dell’Ufficio Politiche Sociali e altri. La benedizione è stata officiata da don Peppino Iannone. Presenti alcuni familiari di Gerardo Pisani, ad esempio il fratello Carmine. La sorella Teresa non ha potuto partecipare, a causa di motivi familiari.

La struttura è ampia e luminosa, assolata. Consta di diversi ambienti, dedicati ai portatori di handicap con lieve e media disabilità o comunque abbastanza autonomi da poter frequentare il centro, che è fruibile negli orari diurni. Gli ospiti, per una capienza di circa trenta persone (più i terapisti – tra contrattualizzati e/o volontari), avranno anche la possibilità di pranzare all’interno della struttura – grazie a una cucina centralizzata; un piano cottura interno. Sono stati ricavati numerosi locali, senza barriere architettoniche (neanche quelle “morali”, afferenti ai pregiudizi – secondo gli intenti dei responsabili).

Questi vani sono adibiti a laboratori: il laboratorio delle attività educative classiche – con l’ausilio dei mezzi didattici, a mo’ di scuola e/o di… “ripetizioni”; quello teatrale, in cui si svolgeranno attività di drammatizzazione (così importanti e fondamentali, per l’espressione degli “inabili”; per accrescerne l’autostima e la sicurezza – nonché per consolidare la percezione del sé); quello di ceramica, incentrato particolarmente sull’arte presepiale e su manufatti “natalizi” (adatti allo sviluppo della manualità). E poi, ancora, c’è il laboratorio di Informatica – per connettere i disabili tra loro e con le altre persone; per consentire il rapporto con le nuove tecnologie e per “Fare rete”, insieme. Proseguendo il nostro discorso, è previsto il laboratorio dedicato all’attività motoria “dolce” (quella più intensiva, diremmo agonistica, si svolgerà eventualmente in campi più attrezzati, più idonei od adeguati) e sarà presente la sala feste, per promuovere aggregazione e socializzazione.

Il centro diurno avrebbe dovuto essere operativo indicativamente già a partire da lunedì 14 settembre, anche se ufficialmente le attività “a tempo pieno” inizieranno a breve. I locali sono destinati ad accogliere portatori di handicap dai 18 ai 65 anni; non solo di S. Severino. Il numero di dipendenti varierà a seconda del numero di ospiti: si prevede un utilizzo di un operatore ogni dieci utenti. Eventuali interessati potranno accedere tramite una richiesta, tra qualche tempo.



Tornando al tardo pomeriggio di sabato 12 settembre, dopo il controllo della temperatura a tutti gli astanti; i curiosi e gli avventori giunti nei pressi di via Macello (in ottemperanza alle norme di contrasto al Coronavirus), il primo cittadino ha illustrato le varie “fasi” (se così si può dire) che hanno portato a vedere il sorgere di questa struttura sociale.

Un “parto” (ideale) durato molto tempo, con le difficoltà “burocratiche” del caso. Gli ultimi “step” o passaggi del caso sono piuttosto recenti: tra altre tipologie di documentazione annoveriamo la determina numero 706 del 22 ottobre 2019. E, poi, un avviso pubblico precedente – in data 30 luglio 2019, con scadenza al 20 settembre 2019 – in cui il Comune di Mercato S. Severino (in qualità di stazione appaltante) istituiva la gara a procedura aperta per l’affidamento in concessione (per la durata di sei anni, prorogabili ad altrettante sei annualità) del centro diurno di cui sopra.

Ma è stato lo stesso Antonio Somma a sintetizzare molto brevemente l’iter della realizzazione di questo ambiente, all’interno del vecchio macello o mattatoio. Che, come detto sopra, è durato alcuni anni. Dinanzi a diverse troupe tv, fotografi e video-operatori Somma (dopo la benedizione a cura di don Peppino Iannone) ha spiegato il concretizzarsi di questa idea, così “felice” per i portatori di handicap e per i loro familiari e/o care giver. Seguendo l’ispirazione del compianto Gerardo Pisani, che ha combattuto strenuamente per eliminare le barriere architettoniche ed abbattere i pregiudizi della gente sui cosiddetti “disabili”.

Il sindaco ha ringraziato gli uffici comunali (come Politiche Sociali ed altri) nonché gli attori sociali che hanno contribuito a costruire tutto questo. La cooperativa “Un tetto per tutti” ha dunque aderito al bando pubblico istituito dall’amministrazione.

Soddisfatta per l’inaugurazione di questa vera e propria “casa”, dedicata alle fasce di popolazione più umili e vituperate, Carmen Guarino – di “Rete Solidale”. Che ha ricordato le non poche difficoltà, vissute dalle “sue” (se vogliamo) associazioni, soprattutto a causa dell’emergenza Covid-19. Anche perché si sono susseguite – in questo periodo – nuove, recentissime normative di fruizione spazi. Pertanto sono state apportate modifiche agli ambienti (che dovevano essere inaugurati prima), in linea con le ordinanze per la sicurezza dei luoghi e degli spazi destinati alla convivenza.

“Adesso siamo pronti – ha affermato la Guarino – anche mediante il coinvolgimento del Piano di Zona preposto. Da lunedì 14, aperti i battenti del centro. Sebbene alcune attività abbiano bisogno di altro tempo, per viversi appieno”. I laboratori vedranno impegnati molti utenti, il personale garantirà attenzione alle esigenze di ciascun ospite. E, sicuramente (aggiungiamo noi), non mancheranno professionalità, serietà, pazienza, cortesia. Il fine è (pure) quello di permettere alle persone lo sviluppo di talenti. E di dare opportunità di espressione e di auto-organizzazione, di relazione con gli altri. È questo, tra l’altro, il senso di “Fare Rete”: lo slogan di Carmen Guarino e dei suoi collaboratori. Nella sua breve prolusione introduttiva, la Guarino ha parlato pure del progetto “Ciclofficina”, da lei (e dai suoi cooperatori) promosso in passato: si tratta del cosiddetto “Bike sharing” – che vede protagonisti i portatori di handicap. In pratica, i cittadini (Sanseverinesi e non) donano delle biciclette usate, vecchie e/o inutilizzate; rotte; da rottamare. I diversamente abili – guidati da alcuni operatori – le riparano, appunto nella “Ciclofficina”, e attuano proprio la “condivisione delle bici” (o “Bike sharing” che dir si voglia), dando nuova vita alle “due ruote” aggiustate e creando eventi a tema. Il progetto di “Ciclofficina”, attivo a S. Severino da alcuni anni, è perciò “solidale”: esso punta all’integrazione o meglio all’inclusione (“sociale”) dei soggetti con disagio psichico e non solo.

In un primo momento, la sede di “Ciclofficina Solidale” avrebbe dovuto essere sita in località Costa. Poi ci si è trasferiti in via Nazario Sauro, in pieno centro – si può affermare. Ed ora, ecco che il centro accoglierà, tra le sue mura, anche questo “comparto” specifico. Ricordiamo che “Ciclofficina Solidale” gode della partnership di un ente importante quale “Legambiente Campania”. Insomma, auguriamo – con tutto il cuore – un: “Buona fortuna!” a questo luogo di “riabilitazione” ma soprattutto di accoglienza per differentemente abili. Nonché a chi lo ha voluto e fortemente propugnato, anche come punto di incontro di famiglie e quale riferimento per Mercato S. Severino e/o l’intero territorio. Un esempio di civiltà e di “essere comunità” nel ricordo dell’amato Gerardo Pisani. Un’opportunità per venire incontro alle famiglie dei “soggetti” che vivono in condizioni di disagio.

Anna Maria Noia

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