A un semplice cenno del capo…

La lotta alla Gambardella nel 1974, un episodio di “resistenza operaia”

di Ubaldo Baldi

Ubaldo Baldi con il saggio “A un semplice cenno del capo… La lotta alla Gambardella nel 1974, un episodio di “resistenza operaia”” – edito da Polis SA Edizioni con prefazione di Lorenzo Guarnaccia – illustra ed approfondisce le “vicende di una storica industria conserviera salernitana come la “Gambardella”, nonché ”la profonda crisi economico-commerciale che la travolse a metà degli anni Settanta, la conseguente lotta delle sue operaie e operai, la mobilitazione di un’intera comunità dell’Agro nocerino a difesa dei livelli occupazionali e di una consistente parte dell’economia di quel territorio”  che “hanno un loro momento culmine nell’estate del 1974.”

La storia delle industrie conserviere campane ha radici nella lontana metà dell’Ottocento grazie all’intuito di un ragazzo torinese, Francesco Cirio – che partendo dalla sperimentazione della tecnologia dell’appertizzazione – inizia ad aprire numerosi stabilimenti nel Mezzogiorno, in particolare nell’agro – nocerino – sarnese, terra estremamente fertile, utilizzando una “particolare qualità di pomodoro denominata “San Marzano” che sarà alla base della diffusione del prodotto pelato e del suo successo”! “La Cirio rimase in Campania fino alla fine degli anni Ottanta”!

La vicenda della “Gambardella” – che si svolge a Nocera, il comune più industrializzato della provincia di Salerno, grazie alle industrie manifatturiere, in particolare il settore conserviero “che fecero del pomodoro l’oro rosso di alcuni, fatica, sudore e lacrime di altri” – si sviluppa nello stesso tragico contesto “della strategia della tensione”, della “violenza dell’attacco fascista antisindacale” e del “Terrorismo nero” (strage di Piazza Fontana, referendum sul divorzio, rapimento Sossi da parte delle BR, strade di Piazza della Loggia a Brescia, etc.).

L’analisi storico – sindacale di Ubaldo Baldi – oltre ad evidenziare i deficit strutturali caratterizzanti l’industria conserviera, esistenti ancor oggi, relativamente alla “mancanza di capacità manageriali” in un settore dove “ancora negli anni Settanta, si ricorreva da parte dei padroni al licenziamento “ad nutum”, con il solo gesto del capo” – si sofferma anche sulle criticità di quel mercato del lavoro, in prevalenza rappresentato da lavoro operaio c.d. “stagionale”, soprattutto femminile ed a “chiamata diretta”.

Già a partire dal 1972 – nell’ambito di un “quadro più complessivo di “crisi economica” nazionale” – i “sindacati alimentaristi” costatano l’”arretratezza sociale, economica, culturale delle zone rurali della Campania” e, soprattutto, una “politica di sfruttamento dei redditi bracciantili e contadini praticata dall’industria alimentare” “anche a costo di ledere gravemente la stessa dignità dei lavoratori, che venivano sottoposti a ricatti occupazionali e contrattuali”, costretti a lavorare in condizioni terribili ed in ambienti di lavoro, tra l’altro anche nocivi, dalla c.d. “Proprietà”,accusata “di agire secondo una logica mafiosa e clientelare”, tesa solamente alla realizzazione esasperata di elevati e facili profitti ed a lucrare sui finanziamenti statali e sui premi CEE.

La SO.GE.PA. S.p.A. (Società Generale Prodotti Alimentari), società a capitale pubblico EFIM – IMI, nata nel 1973, con sede in Salerno, raggruppava varie industrie, tra cui anche la Gabriele Gambardella & figli di Nocera Inferiore, con lo scopo di “commercializzare e distribuire, sia in Italia che all’estero, la merce prodotta dalle aziende aderenti con un meccanismo che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere semplice.”

La “Gambardella”, la più grande industria conserviera di Nocera Inferiore – travolta, oltre che dalla crisi economico – strutturale, anche da scandali giudiziari, come il c.d. “scandalo degli ammanchi” conclusosiconl’arresto di quattro fratelli Gambardella e di due magazzinieri, accusati di aver truffato fornitori e la stessa SOGEPA per oltre un miliardo di lire – aveva confermato la decisione di voler procedere al licenziamento di centinaia di operai.

“Nel 1974 i proprietari della Gambardella a Nocera Inferiore, denunciando l’ennesima crisi aziendale, manifestarono l’intenzione di cessare le produzioni e chiudere l’azienda. Il sindacato respinse con fermezza tale prospettiva e diede inizio ad una vertenza memorabile.”

Nell’estate del 1974, Galante Oliva, segretario di zona della Camera del Lavoro già dal 1973 – dopo lo sciopero generale di 24 ore del 5 luglio 1974  – che coinvolse migliaia e migliaia di persone, tra cui istituzioni locali, nazionali, parlamentari, contadini stessi, commercianti, artigiani e tutte le altre categorie dei lavoratori dell’Agro – “volto alla condanna la politica e il ruolo finora attuati nella vicenda dalla Sogepa e dal capitale pubblico” – presenziò – pur avendo subito minacce e intimidazioni di stampo camorristico – insieme anche all’allora sindaco di Nocera, Barbarulo, lo scioglimento ed il successivo “atto di cessione per sei mesi all’industriale Giovanni Sorrentino” (Eurocomm).

“Quello che è strano – ha continuato il compagno Oliva – è che i Gambardella in questo momento possono condizionare, al fine di portare avanti le loro imprese speculative, il capitale pubblico: la Sogepa, le Partecipazioni statali e lo stesso governo italiano”.

Pur con una chiusura positiva della vertenza che aveva scongiurato il licenziamento di molti operai e che ebbe notevole rilievo su numerosi giornali, tra cui l’Unità, già dopo qualche mese – gli accordi con la Eurocomm di Sorrentino si rivelavano precari, tenuto conto che avrebbe chiuso le lavorazioni a dicembre 1974. Ritornata la proprietà agli stessi Gambardella da febbraio 1975, dopo qualche anno vi fu la chiusura totale dell’azienda.

Un saggio di storia contemporanea  sulla “lotta di classe” e sulla “resistenza operaia” – terzo capitolo “del recupero della memoria storica delle lotte operaie a Salerno e in particolare dell’Agro nocerino, possibile a partire dalla documentazione presente nell’Archivio dell’IGO e alle iniziative della Polis SA Edizioni” – che racconta un periodo di storia politico – sindacale (1974)  in una particolare zona della Provincia di Salerno, l’agro – nocerino – sarnese, con un focus sulla “resistenza operaia” nel 1974nell’ambito della vicenda dell’industria conserviera Gambardella ed in cui diede una decisiva impronta politico – sindacale il nocerino Galante Oliva, grande amico di Pietro Amendola (figlio dell’antifascista Giovanni), storico  militante politico del PCI e sindacalista CGIL, segretario della Federazione PCI di Salerno ed a cui è dedicato l’Istituto di Storia Contemporanea IGO.

“Più che vicende aziendali amministrative e con risvolti spesso giudiziari, il compito che ci eravamo prefissi era soprattutto relativo a documentare e ricostruire la storia di una lotta, una “lotta di classe”. Una classe operaia formatasi nelle lotte, che aveva espresso avanguardie coscienti e disposte a lottare, diri

genti sindacali fermi e onesti, il cui scopo principale era – come detto – la difesa della dignità del proprio lavoro. Un episodio di Resistenza Operaia.”

Nicoletta Lamberti

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