Sapri luglio 2020

SAPRI: TANTE ALTERNATIVE AI “SOLITI” NEGOZI DELLA MOVIDA. TRE ESEMPI DI ATTIVITA’ DI SUCCESSO

Sapri, terra generosa del Cilento. Perla del Sud Italia, oasi di pace e tranquillità – sebbene alquanto animata (però “tranquilla”, in questi mesi di lock-down; non altissimo il livello di assembramento – difatti). Almeno in questo torrido mese di luglio. Una cittadina di circa 7 mila anime – tra il fascino di antiche (millenarie) tradizioni e bellezze naturali. Tra lussureggianti paesaggi e tramonti mozzafiato; spettacolari – un lungomare bellissimo, molto simile a quello di Salerno. “Nel nome e per conto” di Luigi Mercantini – poeta risorgimentale – e della sua… “creatura” (chiamiamola così): la celeberrima “Spigolatrice di Sapri”. A rievocare le eroiche (ma sfortunate) imprese (epiche gesta) del valoroso Carlo Pisacane. Un alto “scoglio” della località marina e rivierasca “ospita” la statua della spigolatrice stessa (una contadinotta che raccoglieva le spighe sfuggite alla mano del contadino, che le riponeva in fasci o covoni).

Il toponimo, secondo alcune fonti, deriverebbe dall’antico greco “sapros”: “putrido”. Il tutto è riferito alla probabile “involuzione” della località, avvenuta (pare) in epoca cristiana. Oppure la tradizione popolare vuole che questo paese subisse un forte terremoto – donde l’espressione: “S’aprì” e poi, per l’appunto, Sapri. Ricordiamo, per amore di cronaca, le cittadine confinanti con questo ameno posto: Torraca, Tortorella, Vibonati (nel Salernitano) e poi Lagonegro, Maratea e Rivello (in provincia di Potenza – Lucania o Basilicata).

Di Sapri, scrigno; vanto; orgoglio è l’ampio e vasto lungomare – che si estende per molti chilometri. All’interno, invece, il comune balneare – caratterizzato, comunque, da abitazioni a misura d’uomo – appare urbanisticamente molto variegato, eterogeneo. Il centro è piccolo. Sul lungomare citato, una grande pulizia.

La suddetta “promenade” ricorda un vero e proprio Paradiso in terra (dall’ebraico e greco “Paradiseos” – a significare “giardino fiorito”).

Sapri è immersa nel verde e giacente sul mare, che la impreziosisce a mo’ di suggestiva cornice di una vita “lenta” e tranquilla. Senza tempo, ma anche senza respiro, per la bellezza che atterrisce. Gli abitanti sono molto calorosi ed accoglienti; il dialetto cilentano (differente, tuttavia, da altre “parlate” vernacolari quali – ad esempio – quelle del Pisciottano o di altre zone appunto cilentane; circonvicine) appare simpatico e cordiale.

I negozianti di questo ameno e magnifico posto sono affabili e attraenti. Sanno il proprio mestiere e comunicano entusiasmo nei confronti dei clienti e degli avventori. Proprio sul lungomare, da qualche mese è presente il centro commerciale naturale – con appositi stand (chalet, casette dal tetto a spiovente, gazebo) di alcune categorie di esercenti (librai, gioiellieri, titolari di negozi di abbigliamento) che chiudono le saracinesche delle loro attività principali e poi (in tarda serata) aprono queste “botteghe” in piccolo. Tipo delle dependance.

Una buona idea, sorta per valorizzare il commercio – soprattutto in tempo di lock-down e di crisi delle vendite. Ma anche il centro della cittadina è costellato da rivendite – recenti o meno – molto accorsate, in cui spendere “democraticamente” (cioè di più o di meno, a seconda delle attività). Un luogo tra passato e presente, nonché in proiezione rispetto al futuro – dunque – caratterizza l’affascinante Sapri. Che vede concentrate, in poco spazio, molte banche e farmacie. Per non parlare (riguardo la sua “vocazione” turistica) di ristoranti e ristorantini; di luoghi di divertimento e di alberghi vari. Tra cui alcune attività più peculiari e specifiche – che meritano un approfondimento, da parte nostra.

Sì, perché sono attività particolari – che indicano l’intelligenza, la flessibilità e il genio (tutto meridionale – d’altronde) dello “inventarsi un lavoro” che oggigiorno premia chi merita, chi investe impegno ed energia per offrire qualcosa di realmente nuovo ai turisti di ogni età. E non soltanto a Sapri. È anche perché la nostra permanenza durante un’opportuna e rilassante vacanza ha potuto “cogliere” diversi, variegati, variopinti aspetti di tale topos che scriviamo di questo bel sito.

Consigliato, senz’altro, per la tranquillità e per l’armonia “pigra” (nel senso non deteriore del termine) che consente a vacanzieri di ogni età ed estrazione sociale (bambini e anziani, benestanti e meno abbienti) di godere – per qualche attimo – di un mare incontaminato (premiato con l’ambito riconoscimento di “Bandiera Blu” – ad opera del sodalizio internazionale “Fee”, acronimo per “Foundation for Environmental Education”) e di location accoglienti dove trascorrere giorni di riposo contro lo stress e il logorio della quotidianità.

Anche il cibo è molto gustoso; le specialità e/o tipicità locali sono retaggio, appannaggio (ormai lo sanno tutti) della celeberrima dieta mediterranea. Studiata con attenzione dal biologo e nutrizionista americano Ancel Keys. La polirematica “dieta mediterranea” sta ad indicare il contributo dell’apporto alimentare, di proteine e vitamine contenute nei cibi del Cilento, per la salute (prevenzione delle patologie cardiovascolari). Il centenario nutrizionista stabilì – scientificamente – che i prodotti di quest’area del Salernitano (appunto la costa e/o l’entroterra cilentano) garantivano una lunga e sana esistenza agli abitanti. Spesso anziani di età molto avanzata o addirittura centenari assolutamente, perfettamente lucidi e arzilli. Natura, storia, medicina in un connubio perfetto – dunque. Anche a Sapri.

Ma torniamoa noi e alle nostre… “scoperte” (per così dire) commerciali e/o turistiche che potrebbero davvero costituire un esempio lusinghiero per i giovani e/o meno giovani negozianti o detentori di disparate attività – meridionali (nella fattispecie) o meno – che denotano il coraggio di “mettersi in gioco” con proposte differenti da altri esercizi più “consueti”, per così dire.

Ecco le tre “storie” di coraggio; di chi ce l’ha fatta. Tra Sapri e l’intera nazione.

 Prima “storia”, quella del locale “Apollo 34” – al corso Giuseppe Garibaldi civico 34. Un’attività che ha pochi mesi di vita – 16 dicembre 2019 – ma già ha riscosso (e continua a riscuotere) molto successo tra i ragazzi e/o la gente “in” di tutto il circondario. Certamente, tale giovane attività ambisce a ritagliarsi uno spazio autonomo – tutto suo – in un mondo (quale quello gastronomico) non scevro da invidie e da tanta competizione. In cui sgomitare.

Noi siamo sicure che – con caparbietà – sia un locale che farà molta strada; che non avrà difficoltà ad affermarsi e ad espandersi. Presto, molto presto. Lo speriamo. Lo meritano i vulcanici e dinamici proprietari: Fabio Fantastico – simpatico Ebolitano – e la fidanzata Mara, a tutti gli effetti cilentana. Due compagni di vita e di avventure; due “capa tosta” che non mancano certo di inventiva. Per offrire una valida alternativa alla “consueta” (ancorché “classica” ed evergreen) pizzeria. Infatti, a Sapri insistono moltissime pizzerie. Invece “Apollo” è una rosticceria (girarrosto) che offre alla clientela sia polli arrosto gustosissimi (cotti al forno a legna, in un localino pulito, lindo, simpatico) che una grande varietà di tanti altri piatti: tra la cucina ebolitana e le tradizioni sapresi o cilentane. Qui si possono degustare i broccoli (friarielli) “scoppiettati” (dolcissimi) della gastronomia ebolitana doc o la squisita ciambotta di queste zone. Per chi volesse qualcosa di più “leggero” (ma ugualmente appetitoso) ecco, da Fabio e Mara, le insalatone (maxi-insalate) preparate con ingredienti a scelta dei clienti. Come l’insalata “Apollo”, con pollo, pomodori, olive, mais e altri ingredienti succulenti. Ma vi sono tanti altri palati da accontentare, con mortadella a tocchetti e altro ancora. Specialità, sebbene in un paese “di mare”, la carne. Un odore delizioso si spande per le vie del centro, quando il girarrosto è in funzione.

Vi sono posti all’interno (ove campeggia la scritta: “Eran trecento, eran giovani e forti e sono cotti” – parodia del “refrain” de “La spigolatrice di Sapri”) e posti all’aperto. In perfetta ottemperanza alle norme anti-contagio di questi ultimi mesi. Nonostante le restrizioni imposte dal Coronavirus, dal regime di lock-down e dalla crisi economico-finanziaria sottesa al Covid-19 i due non si sono mai arresi.

E adesso cominciano a raccogliere i frutti della loro perseveranza. La rosticceria è aperta anche a pranzo, inoltre effettua attività di consegna a domicilio (home delivering) e di take-away (ritiro “veloce”). Anche di ottime lasagne. Un punto di ritrovo per giovani, anziani, famiglie. Alternativa, come detto, ai “soliti” locali. Per informazioni, si può visitare e/o consultare l’apposita pagina Facebook.

Seconda “storia”, secondo locale “alternativo”: si tratta di GustoMania cornetteria e yogurteria”. Lungomare di Sapri, di fronte all’area eventi e manifestazioni. Anche questo, un punto di ritrovo con una storia davvero recente. L’apertura risale, difatti, a giugno 2020. Un localino davvero accattivante e simpatico – che offre uno yogurt ottimo e realizzato secondo una ricetta… “da maestri” (esperienza trentennale di una bella e attiva famiglia: i fotografi Sofo, con “incursioni” nella gastronomia). Non di sicuro simile allo yogurt preparato nei franchising “tradizionali” e/o “classici” o “consueti”. E non soltanto: si produce un cornetto no ogm, adatto a ogni occasione – più o meno importante. E, ancora, waffel e perfino la “mitica” brioche “col tuppo”. Un dolce salernitano ma anche siciliano. E, di nuovo, il “Vesuvio”: un involucro di sfogliatella riccia (non frolla) con del cioccolato, vuota – ad attendere lo yogurt. Con varie salsette o guarnizioni o topping (per usare l’Inglese). Sciroppi ai vari gusti, dall’amarena, o dalla fragola al cacao. Passando per gli squeezing all’immarcescibile pistacchio. Per tutte le tasche – il costo è molto economico – ma soprattutto per tutti i gusti (e le età, essendo tale rivendita accorsata da persone adulte e/o da giovani). Roba genuina, quindi, con prodotti anche gluten free e la possibilità di degustare graffe o zeppole fritte (oltre alle delizie già descritte).

Umberto Sofo, come la moglie, è ospitale e genuino – allegro, non eccessivamente cerimonioso ma solare e ilare. Ma umile. Concreto. Serio. Vanta un ricco curriculum di esperienze appunto… “fotografiche”, avendo partecipato a note trasmissioni Rai e/o Mediaset. Ad esempio, si è recato a Sanremo per il festival (svariate volte), e ha anche conosciuto vari vip – per realizzare set fotografici, servizi con sapienti scatti e/o altro ancora. Dalla piccola realtà saprese, con furore – proiettato nel successo e nel futuro. Anche la moglie è sempre sorridente ed affabile; oltre a “GustoMania” (sic!), la coppia gestisce un’acconcia rivendita di souvenir molto sfiziosi. Molti lavorati da abili artigiani del posto. E poi magneti, ricordini, gadget e tanto ancora. In perfetto “stile” Sapri. Sono negozietti da valorizzare, forse da imitare. Proprio per “inventarsi” il lavoro. Per questo, chi scrive intende “pubblicizzare” (ma non sarebbe il termine appropriato) questi tipi di attività – “fantasiose” e diverse dal solito. Scaturite, senz’altro, da intelligenza e voglia di fare, di impegnarsi, di creare del nuovo. In un mondo e in una temperie così competitivi e spregiudicati, secondo le leggi disumane (a volte) dell’economia.

E passiamo, infine (per concludere “in bellezza”), alla terza attività a Sapri che offre un quid in più all’economia locale (ma non soltanto): “La bottega dei golosi”. Si tratta di una rivendita di eccezionali prelibatezze di natura e carattere prettamente cilentani.

Al mattino, “La bottega dei golosi” si “limita” (diciamo così) a vendere una vasta gamma e selezione di prodotti locali, antichi e moderni, quali tradizioni pregnanti – in particolare formaggi (la celebre mozzarella cilentana troneggia, assieme allo “sfilatino” di fiordilatte, imbottito di acciughe e capperi; nonché alla scamorza ripiena di ricotta e di pistacchi al naturale), vari tipi di olii (quello del Cilento è assai profumato e gradevole, dal gusto deciso) e una interessante varietà di salumi. Tagliati a punta di coltello. Ma sono “presenti” anche dolci, quale il cannolo cilentano (differente dall’equivalente siciliano) e i fichi secchi (imbottiti) del Cilento. Anche nella varietà al rum. Il negozietto vende un tipo di pasta artigianale di Castel S. Giorgio (vicino S. Severino) ed anche “boccacci” (barattoli, conserve) di peperoni, di broccoli (o friarielli) sott’olio e gli appetitosi fagioli di Controne (località del Cilento, per l’appunto) con i ceci di Cicerale – sempre Cilento. Ma di sera, rigorosamente, si scatenano le degustazioni di tutti questi ottimi prodotti. Un enorme tagliere con un gran ben di Dio campeggiava sul tavolo del nostro gruppo di amici “vacanzieri” che – tra quattro risate, condite da un vino rosso corposissimo e denso – ha scelto, una sera, di assaggiare tante specialità forse insolite anche per i campani; non reperibili altrove.

Sempre in regime di… “allerta” Coronavirus – dunque con le precauzioni e la prudenza del caso. Tutto squisitissimo, non c’è che dire. Personale qualificato e un proprietario che è parso uno “stratega” del marketing: per indurre e/o invogliare i clienti a visitare il negozio (e pertanto ad acquistare qualcosa), niente di meglio che farli accomodare al negozio – vicino alle tavolate. Una tecnica di acquisto che dà i suoi frutti. E questo è l’ultimo esempio di produttività che abbiamo voluto esporre, pur ritrovata in un contesto estivo o “vacanziero”. Importante è non solo seguire i sogni – estivi o meno che siano – ma anche e soprattutto anticiparli. E ciò è vero per tali esercizi di Sapri come in ogni altro angolo d’Italia. Per la movida o per un “bacino di utenza” o “pubblico” di nicchia; ovvero per entrambi!

 Anna Maria Noia

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